Diane Langlumé - Journaliste

Il grande sogno della geotermia

È morto il vulcanologo francese Haroun Tazieff

Ottobre 1998 di Diane Langlumé

Haroun Tazieff è morto a Parigi il 2 Febbraio all’età di 83 anni. Il famoso vulcanologo di origine polacca, residente in Belgio, nato a Varsavia nel 1914, era un uomo che suscitava fascino. Anzitutto, c’era il suo cognome russo, accostato ad un nome mussulmano. Poi, c’erano le sue prodezze sportive : pugilato (una sola sconfitta in 52 incontri), alpinismo e rugby (disputò persino una partita sui crateri in eruzione dell’Etna insieme ad altri vulcanologi, tutti vestiti con le tutte in amianto). Tazieff era un uomo mediatico, noto per il suo caratteraccio - esplosivo quanto i vulcani, dicevano i suoi conoscenti - non aveva peli sulla lingua e questo gli valse molti nemici nel campo scientifico. Era geloso delle proprie prerogative : guai al vulcanologo che raggiungeva un vulcano in eruzione prima di lui! Ma quelli che lo chiamavano “Garouk” conoscevano la generosità del suo cuore. I suoi studi d’ingegnere agronomo non lo predisponevano affatto alle scoperte vulcanologiche. Durante la Seconda Guerra Mondiale, ferito, catturato, egli scappò. Divenne un membro attivo della Resistenza frequentando i partigiani comunisti armati. La rivelazione arrivò molto tardi, all’età di 34 anni, quando fu testimone dell’eruzione del Kitouro (Congo, Africa). Dopo, visitò tutti i vulcani attivi del mondo. I film che girò sui crateri siciliani nel 1949 riscontrarono un grande successo : Stromboli, Réveil de l’Etna (Risveglio dell’Etna), Grêle de feu (Grandine di fuoco). Egli era particolarmente affezionato a Stromboli e all’Etna. Nel 1961, insieme ad Alfred Rittmann, fondò l’Istituto Internazionale di Vulcanologia di Catania, dedicato alla sorveglianza dei crateri eoliani ed etnei e dei movimenti sismici intensi in zona dello Stretto di Messina. Nel 1957, Eaux souterraines (Acque sotterranee) vinse il primo premio del Festival di Venezia e lo rese famoso. Nel 1966, le Volcan interdit (il Vulcano proibito) gli valse il Grande Premio del cinema per la gioventù. Fu il poeta francese Jean Cocteau a soprannominarlo “poeta del fuoco”, un appellativo che piaceva moltissimo a Tazieff.

Tazieff fu l’autore di numerosi libri di vulcanologia, scritti in lingua francese, tra cui citiamo : Cratères en feu (Crateri in fuoco), Histoire des volcans (Stroria dei vulcani), L’Eau et le Feu (L’Acqua ed il Fuoco), Rendez-vous avec le diable (Incontri con il diavolo), Quand la terre tremble (Quando la terra trema), Les volcans (I vulcani), ecc. Nel 1967, divenne direttore della ricerca scientifica del CNRS (Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica). Nel 1973, l’Istituto di Fisica del Globo creò per lui un servizio di vulcanologia. Il presidente François Mitterrand lo nominò commissario allo studio e alla prevenzione dei rischi maggiori nel 1981 e infine, nel 1984, divenne segretario di stato ai rischi naturali e tecnologici maggiori. I governi del mondo intero lo chiamarono per sentire il suo parere quando un vulcano sembrava minacciare vite umane. Inoltre, egli cercò in ogni occasione di sensibilizzare i dirigenti del mondo ai problemi di prevenzione in caso di eruzioni parossistiche in zone di popolamento elevato.

Nel campo ecologico, Tazieff combatteva l’energia nucleare, che voleva sostituire con la geotermia, un’energia più naturale e meno pericolosa per le popolazioni. Ma quando si parlava dei problemi dell’ozono e del prossimo riscaldamento della Terra, egli andava in collera: “Sbagliano quotidianamente le previsioni del tempo e si permettono di annunciare lo scioglersi dei ghiacciai entro due secoli!”

In più delle sue numerose scoperte scientifiche, il contributo di Haroun Tazieff risiede nell’aver reso accessibili i vulcani al grande pubblico tramite immagini, film e numerose opere di volgarizzazione. Inoltre, la maggiore parte dei vulcanologi che oggi hanno tra i quaranta ed i sessant’anni sono stati formati da lui. Da fonti di paura, di superstizioni e di credenze diaboliche, i vulcani, grazie ad Haroun Tazieff, sono diventati oggetti di studio e di conoscenza. Il “poeta del fuoco” se n’è andato per raggiungere Katia e Maurice Krafft al panteon dei vulcanologi.



Home page | Contatti | Mappa del sito | Area riservata | Statistiche delle visite | visite: 162125

Sito realizzato con SPIP 1.9 + ALTERNATIVES

RSSit